CHIACCHERE IN LIBERTA'

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Utente: nafcto
Nome: Mario
Sono un macchinista delle FS in pensione dopo 37 anni di guida sui treni di quasi tutta la rete.NON mi piacciono i comunisti,no-global,ambientalisti chic ecc... Sono PER il nucleare e mi piacciono molto gli animali, esclusi i rettili perchè sono viscidi come i sinistri

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sabato, 14 febbraio 2009

DA LISISTRATA:

Cari progressisti, dopo il ''fascista Bush'' eccovi servito il ''fascista'' Obama

Dunque, il prgressista, l'uomo della svolta, il salvatore, il sorridente Barack Obama che doveva seppellire le vergogne antidemocratiche dell'era Bush... fa esattamente come Bush. Anzi peggio, perché firma l'ordine di chiusura di Gantanamo, ma poi non la chiude e soprattutto fa capire che la sostanza del problema -che non è quel carcere, ma il regime giuridico in cui i terroristi sono tenuti negli Usa- continuerà, grosso modo, a essere quello di Giantanamo.

Oggi, la seconda conferma: Obama ha infatti dichiarato che continuerà a autorizzare le extraordinary rendition, i rapimenti di sospetti terroristi in qualsiasi paese si trovino, senza alcuna garanzia di legge, la pratica più contestata dalle anime belle del movimento anti Bush. Per essere chiari: se la Cia gli chiederà di rapire un tipo come Abu Omar a Milano, in barba a tutte le leggi italiane, Obama la autorizzerà. Chiaro?

Quel che non è chiaro è l'atteggiamento delle anime belle che dopo avere bollato Bush di fascismo, ora invece fanno finta di non vedere, non capire. Soprattutto non denunciano, non si indignano, non gridano ai diritti umani calpestati.
Come al solito, per i progressisti, gli altri cacano, loro invece, olezzano.

Postato da: nafcto a 18:16 | link | commenti

venerdì, 10 ottobre 2008

PERO' LO HANNO DATO AL REPUBBLICHINO DARIO FO!

Discriminati i cattolici  nell'assegnazione dei premi Nobel

Civiltà )( Barbarie Premiati due scienziati giapponesi per una scoperta del prof. Nicola Cabibbo
di Antonio Gaspari
Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie il 9 ottobre 2008

Grande scalpore ha suscitato in Italia l’assegnazione del Nobel per la Fisica ai giapponesi Makoto Kobayashi e Toshihide Maskawa.

Gli scienziati italiani sono in rivolta perché il premio è stato assegnato per la scoperta indicata genericamente, in ambito scientifico ed universitario, con il nome Matrice Cabibbo-Kobayachi-Maskawa (o matrice Ckm, dalle iniziali dei tre ricercatori).

Il vero padre della scoperta, che non è stato neanche menzionato, è il prof. Nicola Cabibbo, già professore di fisica delle particelle elementari all'Università di Roma, nonché Presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare dal 1983 al 1992 e dell'Enea, e dal 1993 Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze.

In merito alla vicenda, Roberto Petronzio, Presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), ha dichiarato di “essere lieto che il premio Nobel sia stato attribuito a questo settore della fisica che sta avendo sempre più attenzione da tutto il mondo e dal quale ci aspettiamo fondamentali scoperte che aumenteranno la nostra comprensione sull'Universo”.

“Tuttavia – ha sottolineato – non posso nascondere che questa particolare attribuzione mi riempie di amarezza”, perché Kobayashi e Maskawa “hanno come unico merito la generalizzazione, peraltro semplice, di un'idea centrale la cui paternità è da attribuire al fisico italiano Nicola Cabibbo che, in modo autonomo e pionieristico, ha compreso il meccanismo del fenomeno del mescolamento dei quark, poi facilmente generalizzato dai due fisici premiati”.

Critico anche il Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), il fisico Luciano Maiani, il quale ha ricordato che “il lavoro di Cabibbo ha rappresentato una svolta storica per l’Europa”, ed ha commentato che "non c’è confronto con il lavoro svolto da Kobayashi e Maskawa: il loro contributo è stato indubbiamente importante, ma la strada era stata aperta dal lavoro di Cabibbo".

Per Enzo Boschi, fisico e presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), "il premio Nobel per la fisica andava assegnato solo ed esclusivamente a Nicola Cabibbo, che nel 1963 ha aperto il più grande filone della fisica moderna”.

Secondo il Presidente dell’INGV, l’esclusione di Cabibbo dal Nobel è “probabilmente la più grande ingiustizia che l'Accademia Svedese delle Scienze abbia mai fatto in tutta la sua storia".

Intervistato da ZENIT, Fabio Malaspina, docente di fisica al master di Scienze Ambientali della Università Europea di Roma, si è chiesto se l’esclusione di Cabibbo non sia dovuta al suo essere cattolico.

“Speriamo che nel futuro il Comitato renda note le motivazioni della sorprendente scelta – ha precisato Malaspina – altrimenti sarebbero confermate le voci che vedono, dopo la premiazione di Madre Teresa di Calcutta, i cattolici ‘estromessi’ a priori dalla competizione”.

Altri due, infatti, i casi eclatanti di esclusione di illustri cattolici dall'ambito premio svedese: il professor Jerome Lejeune, il medico che scoprì e cercò di curare la trisomia 21 (sindrome down), escluso dal Nobel perché si opponeva all’aborto; e Papa Giovanni Paolo II a cui fu negato il Premio Nobel per la Pace, perché a capo di uno stato, la Città del Vaticano, che, secondo la commissione giudicatrice dei Nobel, “discriminerebbe le donne”.

Alla domanda sul perché i cattolici sarebbero discriminati, Malaspina ha riposto: “La premiazione di Cabibbo forse avrebbe messo di nuovo in luce che tanti credenti sono stati grandi scienziati e che scienza e fede non sono in contrapposizione come alcuni matematici, che hanno ampi spazi sui mass-media, cercano di farci credere”.

“Forse e purtroppo – ha osservato –, sono gli stessi atteggiamenti mentali, le stesse incrostazioni culturali, ad aver tenuto il Papa fuori da 'La Sapienza' ed il fisico Cabibbo lontano dal premio Nobel

Postato da: nafcto a 17:48 | link | commenti (1)

W IL COPIA E INCOLLA!

il Punto di Stefano Folli
Tratto da Il Sole 24 ore del 10 ottobre 2008

La vicenda dell'emendamento cosiddetto «salva-manager» nel decreto per l'Alitalia dimostra soprattutto una cosa: che Giulio Tremonti possiede la fantasia e la prontezza di riflessi che mancano all'opposizione. La storia infatti è simbolica.

Da un lato, una maggioranza che incorre in un errore politico piuttosto marchiano. In buonafede o malafede, per eccesso di sicurezza o arroganza: ci sarà tempo per capirlo. In ogni caso uno scivolone. Dall'altro lato, un'opposizione che non si accorge di nulla. O magari non vuole accorgersi di nulla. Quando la questione esplode, è per un'inchiesta giornalistica, non certo per lavigilanza del Parlamento. Tant'è che al Senato il decreto era già passato senza particolari problemi.

Viceversa a Montecitorio le acque si sono subito increspate. Ma solo a causa dello «scoop» giornalistico, ripreso da Casini, Tabacci e Di Pietro. E qui assistiamo al colpo di teatro del ministro dell'Economia. Il quale, in procinto di partire per gli Stati Uniti, trova il tempo di fare la cosa giusta: minaccia le dimissioni e ottiene l'immediato ritiro dell'emendamento. Quello che poteva diventare un successo dell'opposizione, si trasforma così in una vittoria personale di Tremonti.

Con questo non si vuole sostenere che il ministro ambisce a essere l'oppositore del governo di cui fa parte... Ma non c'è dubbio che Tremonti si diverte a dimostrare come sia lenta e impacciata l'azione dell'opposizione, anche nei casi in cui avrebbe gioco facile. In fondo è lui ad aver anticipato, anche in modo spregiudicato, i temi della crisi finanziaria e della necessità di nuove regole, mentre la sinistra- ironia della sorte- insisteva fino all'ultimo nella difesa del liberismo. Ed è sempre Tremonti quello che ama citare Carlo Marx di fronte agli esponenti del Pd che da tempo lo hanno dimenticato. E' lui che riscopre le sue origini di socialista democratico, stretto collaboratore di Franco Reviglio. E infine è ancora lui che ama atteggiarsi a Robin Hood (un altro ruolo che spetterebbe all'opposizione).

Ecco perchè ieri è stato più lesto di chiunque nel chiedere e facilmente ottenere la cancellazione della norma incriminata. Così facendo, non solo ha tagliato le unghie al centrosinistra, ma è anche riuscito a innalzare il proprio profilo politico all'interno del centrodestra. Perchè la sua mossa è stata strettamente politica.

Tremonti ha fatto capire ai suoi amici del Popolo della Libertà che è tempo di cambiare strada rispetto all'antica tentazione delle leggi «ad personam». Il centrodestra del futuro, se vorrà continuare a occupare una posizione egemonica nella società italiana, dovrà ripulirsi di certi suoi vizi primordiali. E si capisce che l'attuale ministro dell'Economia vuole giocare un ruolo personale di primo piano nel Pdl di domani. Dopo l'uscita di ieri (ripetiamo: molto politica) le sue ambizioni sono ancora più chiare. E Berlusconi ha dovuto pubblicamente ringraziarlo perchè ha tamponato una caduta d'immagine.

Si dirà: ma Tremonti non ha avuto nulla da eccepire al Senato, quando il decreto è stato votato in prima lettura. Vero, ma i percorsi politici sono sempre complessi. Nella mente degli italiani - c'è da scommetterci rimarrà il ricordo del gesto di ieri, con l'immediata cancellazione dell'emendamento. Pochi si ricorderanno del precedente voto per quanto l'opposizione, finalmente uscita da letargo, si dia da fare per rammentarlo all'opinione pubblica. ?

Postato da: nafcto a 17:42 | link | commenti

giovedì, 29 maggio 2008

I SOLITI NULLAFACENTI

Dal Corriere della Sera di giovedì 29 maggio 2008

Postato da: nafcto a 17:15 | link | commenti (1)

mercoledì, 07 maggio 2008

FINALMENTE!

Fuori dalle palle Prodi e i suoi compagni di merende...Lui ha risanato i conti! Quali? Forse, anzi senza forse, i suoi...

Certo, che di questi tempi, è un pò dura essere di sinistra!

Loro, i moralmente SUPERIORI, superiori a cosa, poi?

Postato da: nafcto a 17:46 | link | commenti (1)

martedì, 22 aprile 2008

IL..."MAI STATO COMUNISTA"....

Veltroni, che ora dichiara di non essere mai stato comunista, nel maggio del 1975 , su “Roma Giovane” (il mensile della FGCI), scriveva che: “I compagni vietnamiti ci hanno detto: ‘La nostra lotta è giusta, uniti vinceremo’. Ed hanno sconfitto la grande potenza americana e sono entrati a Saigon dove lavorano per costruire un Vietnam pacifico e indipendente”. [...]
“I soldati del GRP hanno scritto le parole che Ho Ci Min pronunciò nel ´68 prima dell´offensiva del TET: ‘Questa primavera sarà migliore di ogni altra; la notizia delle vittorie riempie di gioia tutto il paese, Nord e Sud, gareggiando in coraggio sconfiggono lo Yankee. Avanti, la vittoria è nelle nostre mani’. L’Indocina, l´Africa, l´America latina, la Cina, Cuba Socialista, il Portogallo, la Grecia, i paesi socialisti dell´Est europeo, tutto il mondo si colloca sulla strada della libertà e del progresso. Libertà, progresso, giustizia sociale, valori che si affermano in dimensioni sempre più ampie tra i giovani e che vanno tutte nella direzione del socialismo. Esso, lo sappiamo, non è dietro l´angolo. Coscienti di questo nel chiedere ai giovani il voto al PCI sentiamo di dover proporre qualcosa di più: un impegno coerente di coscienza e di lotta. Questa è la linea che prospettiamo ma non ne esistono, ne siamo convinti, altre”.

fonte : l'Occidentale
meno male che dice di non essere mai stato comunista!

 

Postato da: nafcto a 15:25 | link | commenti

sabato, 19 aprile 2008

ARTICOLO RIPORTATO DA L'UNITA'

 giornaluncolo buono solo per incartare la verdura.

Il Financial Times : Berlusconi è il sintomo della malattia italiana


copertina dell'Economist su Berlusconi, foto web
L'Economist invece...
Silvio è la vera malattia dell’Italia. Ne è convinto il Financial Times che in un commento ai risultati elettorali italiani boccia preventivamente il terzo ritorno del Cavaliere al governo. Berlusconi, scrive nel suo editoriale Philip Stephens «è il sintomo, non la soluzione, della malattia dell'Italia».

Secondo il prestigioso giornale economico, «l'argomento che Berlusconi possa riportare l'Italia nella modernità non regge di fronte all' obiezione più semplice: come può l'Italia presentare se stessa come una vitale democrazia europea, quando il suo primo ministro sarebbe escluso dal suo ufficio in tutti gli Stati con i quali intende misurarsi?». Il problema, sempre vivo, è il solito: il conflitto d’interessi. «La cosa che dovrebbe squalificare Berlusconi, al di là di ogni dubbio, è la sua insistenza nel voler mantenere il suo vasto impero dei media», si legge. «Il primo ministro eletto possiede tre grandi emittenti televisive private d'Italia, due quotidiani e un esteso impero pubblicitario. Provate a immaginare Angela Merkel, Gordon Brown o persino l'estroverso Nicolas Sarkozy come tycoons dei media. Impossibile. E dovrebbe essere impossibile anche in Italia».

Quanto ai cronici problemi del nostro Paese, l’elenco è noto: «L’economia è più o meno stagnante da un decennio. Il debito pubblico del paese supera le entrate nazionali. Il divario tra il prosperoso nord e l'arretrato sud sta diventando più ampio». Berlusconi, conclude Stephens, si presenta come un «salvatore», ma l’Italia «merita ben più che uno scivolone nel vuoto della retorica».

Intanto il settimanale Economist rinforza la stessa opinione dedicando la copertina a Berlusconi (nella foto) con il titolo "Mamma mia" e il sottotitolo "Rieccolo di nuovo".


Postato da: nafcto a 18:24 | link | commenti

mercoledì, 19 marzo 2008

GRANDE CARLO PANELLA!

Dal grande Carlo Panella:

D'Alema si accusa di essere ''indecente'' e non se ne accorge neanche. Fuso


Il nostro delizioso ''Lider Massimo'' non perde occasione per sfoderare i suoi quarti di nobiltà staliniani. Oggi però, l'ha fatta grossa e ha ecceduto oltre il ridicolo nella consueta pratica della doppia verità. Convinto di profumare il water, mentre gli altri vi defecano, il Migliore ha accusato Dini di essere ''indecente'' per avere fatto esattamente quello che lui stesso aveva fatto fare a Bossi nel 1995 e poi a Mastella nel 1998 per diventare premier: prendere i voti dagli elettori per un premier e poi, passare alla squadra opposta. Con la differenza che Dini indecente non lo è per nulla, perché passa ora per una verifica elettorale nelle fila del centrodestra, mentre Mastella nel 1998 spostò 40 parlamentari eletti per ''Berlusconi premier'', a votare per D'Alema premier e per farlo fondò pure un partito, al servizio di D'Alema.
Sia come sia, è bene gustare le preziose parole con cui D'Alema, finalmente, con un banale lapsus, rivela al mondo di trovarsi ''indecente'':
''Qualche senatore che come dire è stato 'acquisito', con un'espressione neutra, dall'opposizione essendo stato eletto per sostenere il governo, alla fine è stato determinante per la crisi del governo Prodi.
Non dobbiamo dimenticare che la crisi di governo è stata determinata dal passaggio di campo, per conclamate ragioni non commendevoli, di un gruppo di senatori che erano stati eletti nel centrosinistra. Dini non era un partito, era stato eletto in un partito che si chiamava Margherita nella lista dell'Ulivo alle elezioni e i partiti si formano
davanti agli elettori, inventarsi un partito dopo e un trucco, dovrebbe essere considerato indecente in un paese democratico, speriamo per il futuro''.

Postato da: nafcto a 18:11 | link | commenti

domenica, 16 marzo 2008

GRAZIE  AL GIULIVO DRAGOBERT

LA CICALA E LA FORMICA

VERSIONE ORIGINALE

Nel bosco vivono una cicala e una formica.
La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce la casa e accantona le provviste per l'inverno.
La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica sia stupida; ride, danza, canta e gioca tutta l'estate.
Poi giunge l'inverno e la formica riposa al caldo ristorandosi con le provviste accumulate mentre la cicala trema dal freddo, rimane senza cibo e muore.

VERSIONE AGGIORNATA AL 2008

Nel bosco vivono una cicala e una formica.
La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce la casa e accantona le provviste per l'inverno.
La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica sia stupida; ride, danza, canta e gioca tutta l'estate.
Poi giunge l'inverno e la formica riposa al caldo ristorandosi con le provviste accumulate.

La cicala tremante dal freddo organizza una conferenza stampa e pone la questione del perché la formica ha il diritto d'essere al caldo e ben nutrita mentre altri meno fortunati come lei muoiono di freddo e fame.

Santoro la ospita nel suo programma e dà la colpa a Berlusconi. Il portavoce di Rifondazione Comunista parla di una grave ingiustizia sociale. Rai 3 organizza delle trasmissioni in diretta che mostrano la cicala tremante dal freddo nonché degli spezzoni della formica al caldo nella sua confortevole casa con la tavola piena di ogni ben di Dio.

I telespettatori sono colpiti dal fatto che, in un paese così ricco, si lasci soffrire la povera cicala mentre altri come la formica vivono nell'abbondanza.

I sindacati manifestano davanti alla casa della formica in solidarietà della cicala mentre i giornalisti di sinistra organizzano delle interviste e si domandano perché la formica è divenuta così ricca sulle spalle della cicala ed interpellano il governo perché aumenti le tasse della formica affinché anch'essa paghi la sua giusta parte.

Alla pacifica manifestazione partecipano anche i centri sociali che bruciano alcuni alberi del bosco e le bandiere di Israele e degli Stati Uniti.

In linea con i sondaggi il governo Prodi redige una legge per l'eguaglianza economica ed un decreto legge anti-discriminazioni (retroattivo all'estate precedente).

Visco e D'Alema affermano che giustizia è fatta, mentre Mastella chiede una legge speciale per le cicale del sud.

Le tasse sono aumentate e la formica riceve una multa per non aver occupato la cicala come apprendista, la casa della formica è sequestrata dal fisco perché non ha i soldi per pagare le tasse e le multe: la formica lascia il paese e si trasferisce in Liechtestein.

La televisione prepara un reportage sulla cicala che, ora ben in carne, sta terminando le provviste lasciate dalla formica nonostante la primavera sia ancora lontana.

L'ex casa della formica, divenuto alloggio sociale per la cicala, comincia a deteriorasi nel disinteresse della cicala, del governo e dei sindacati.

Sono avviate delle rimostranze nei confronti del governo per la mancanza di assistenza sociale, viene creata una commissione apposita con un costo di 10 milioni di euro. La commissione tarda ad insediarsi per la lite furibonda sviluppatasi all'interno della sinistra per la divisione delle poltrone.

Intanto la cicala muore di overdose mentre la stampa evidenzia ancora di più quanto sia urgente occuparsi delle ineguaglianze sociali.

La casa è ora occupata da ragni immigrati. Il governo si felicita delle diversità multiculturali e multirazziali del paese così aperto e socialmente evoluto. I ragni organizzano un traffico d'eroina, una gang di furti in villa, un traffico di mantidi prostitute e terrorizzano la comunità.

I partiti della sinistra propongono quindi più integrazione perché la repressione genera violenza, e violenza chiama violenza...

...Ma siamo proprio sicuri che si tratti di una favola ?!?!?!

Postato da: nafcto a 17:32 | link | commenti

PER GENTILE CONCESSIONE

DELLA SIGNORA  ADRIANA BOLCHINI GAIGHER

L’ETICA DELLA SINISTRA ARCOBALENO
 
 
Gli editoriali di LisistrataLa sinistra italiana, può anche cambiare colore, passare dal rosso al verde e arrivare fino all'arcobaleno che i vizi di fondo non cambiano mai.
Ora hanno messo in lista una rappresentante della comunità rom di Milano e fin qui potrebbe anche esserci poco da dire, perché la sinistra si è sempre vantata di stare dalla parte dei più deboli e dei meno abbienti e di conseguenza, una volta tanto è coerente con le sue idee.
Ciò su cui c’è invece fortemente da obiettare è che la signora Dijana Pavlovic, (la deputata)  in un intervista al Corriere della Sera, ha rilasciato alcune dichiarazioni con le quali non solo giustifica lo sfruttamento dei minori della comunità rom, ma addirittura dichiara che lei sarebbe disposta a fare altrettanto.

qui trovate l’articolo inviato in redazione dal “ Partito dei nuovi immigrati” http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=2880 che sono rimasti anch’essi a dir poco scandalizzati di fronte a una dichiarazione così barbara….
Ma secondo la sinistra arcobaleno, i bambini non rientrano nelle fasce più deboli?
I bambini non sono un bene collettivo da proteggere, difendere e salvare da qualsiasi tipo di sfruttamento e di violenza?
Credete forse che chiedere la carità non produca nell’animo di chi la chiede, un nocumento non sanabile?
I bambini, dalla sinistra arcobaleno, sono o no considerati persone?
E se sono considerati persone, hanno tutti i diritti delle persone o no?
Ma se la sinistra arcobaleno non li considera tali, sia onesta con gli italiani, lo faccia sapere ai futuri elettori, perché almeno potranno capire a chi dovranno rivolgersi, quando un problema potrà coinvolgere i loro figli, visto che la loro personalità giuridica per ora non interessa alla sinistra arcobaleno.
E la signora Dijana Pavlovic, in considerazione delle sue etiche valutazioni sull’uso –chiamiamolo soltanto spregiudicato- dei bambini, come si comporterà davanti a coloro che “importano bambini” in Italia dopo averli affittati, comprati o rapiti?
In fondo lo fanno per sopravvivere o c’è un distinguo al tipo di sopravvivenza?  
Sarà sempre disposta questa “signora” a chiudere un occhio o li chiuderà entrambi?

Certo che se i signori della sinistra arcobaleno non si sono resi conto della mostruosità di quanto ha dichiarato la loro deputata in queste elezioni, come si comporteranno di fronte a mostruosità di questo tipo, che purtroppo sappiamo all’ordine nel giorno, in quanto li vediamo per le nostre strade mendicare, rubare e vivere come animaletti abbandonati a se stessi, in balìa di ogni tipo di pericolo?
Credono ancora una volta di essere migliori degli altri perché obbligano gli asili nido a iscriverli nei loro ranghi, sacrificando i bambini italiani (intanto lo sanno tutti che gli italiani navigano nell’oro) dimenticando che poi quando tornano fra le “amorevoli braccia delle loro madri” queste li portano sulla strada a mendicare.

Ciò che veramente riempie di stupore e di sgomento è l’elastica capacità di una sinistra ideologizzata fino al midollo di valorizzare o svilire qualsiasi valore, sempre e solo secondo la convenienza, perciò una madre rom affamata, non ha il dovere di essere lei a preoccuparsi di mendicare l’aiuto per i suoi figli, ma può servirsi dei suoi figli per sfamare se stessa e gli altri componenti maschi della famiglia, che tutti sappiamo non lavorano, perché lavorare non è onorevole, usare i figli per mendicare e rubare invece è il massimo dell’onorabilità.
 
Adriana Bolchini Gaigher
 
 

 

Postato da: nafcto a 16:41 | link | commenti